terra degli uomini
Il volto del destino
Coglievo anche certe confidenze scambiate a bassa voce. Volgevano tutte su malattie, denaro, tristi cure domestiche. Facevano vedere i muri dell’opaca prigione in cui quegli uomini si erano rinchiusi. E m’apparve di improvviso il volto del destino.
Vecchio burocrate, compagno mio qui presente, nessuno ti ha mai fatto evadere e non sei per niente responsabile. Ti sei costruito la pace, a furia di accecare col cemento, come fanno le termiti, tutti gli spiragli aperti alla luce. Ti sei raggomitolato nella tua sicurezza borghese, nel giro delle tue occupazioni abitudinarie, nei riti soffocanti della vita di provincia: contro i venti, le maree, le stelle ha innalzato questo umile bastione. Non vuoi darti pensiero dei grandi problemi, hai già penato abbastanza a scordare la tua condizione d’uomo. Non ti senti abitatore d’un pianeta errante, non ti poni mai le domande senza risposta: sei un piccolo borghese di Tolosa. Nessuno ti ha afferrato per le spalle quando eri ancora in tempo. Adesso, la creta di di cui sei composto si è seccata, si è indurita, e nessuno ormai potrebbe ridestare in te il musicista addormentato; o il poeta, l’astronomo che forse c’erano all’inizio.
Non mi lagno più delle raffiche di pioggia. La magia del mestiere mi apre un mondo in cui, tra meno di due ore, affronterò i draghi neri e i crinali incoronati da una chioma di fulmini azzurri; un mondo in cui, a notte, liberato, io leggerò negli astri il mio cammino.
Terra degli uomini – Saint-Exupery