Il volto del destino
Coglievo anche certe confidenze scambiate a bassa voce. Volgevano tutte su malattie, denaro, tristi cure domestiche. Facevano vedere i muri dell’opaca prigione in cui quegli uomini si erano rinchiusi. E m’apparve di improvviso il volto del destino.
Vecchio burocrate, compagno mio qui presente, nessuno ti ha mai fatto evadere e non sei per niente responsabile. Ti sei costruito la pace, a furia di accecare col cemento, come fanno le termiti, tutti gli spiragli aperti alla luce. Ti sei raggomitolato nella tua sicurezza borghese, nel giro delle tue occupazioni abitudinarie, nei riti soffocanti della vita di provincia: contro i venti, le maree, le stelle ha innalzato questo umile bastione. Non vuoi darti pensiero dei grandi problemi, hai già penato abbastanza a scordare la tua condizione d’uomo. Non ti senti abitatore d’un pianeta errante, non ti poni mai le domande senza risposta: sei un piccolo borghese di Tolosa. Nessuno ti ha afferrato per le spalle quando eri ancora in tempo. Adesso, la creta di di cui sei composto si è seccata, si è indurita, e nessuno ormai potrebbe ridestare in te il musicista addormentato; o il poeta, l’astronomo che forse c’erano all’inizio.
Non mi lagno più delle raffiche di pioggia. La magia del mestiere mi apre un mondo in cui, tra meno di due ore, affronterò i draghi neri e i crinali incoronati da una chioma di fulmini azzurri; un mondo in cui, a notte, liberato, io leggerò negli astri il mio cammino.
Terra degli uomini – Saint-Exupery
Il mare per Saint-Exuery

“Conosco degli uomini che sentono il bisogno del mare e lo cercano al passo lento della loro carovana.
Il distributismo
Per “distributismo” intendo la visione secondo cui la proprietà privata dovrebbe essere largamente distribuita nella società invece di essere distribuita in poche mani per fare in modo che più persone, o addirittura la maggior parte, possano prendersi la responsabilità delle proprie famiglie per mezzo di un lavoro produttivo e dignitoso. Questo può essere visto come una espressione pratica o implicazione delle dottrine sociali cattoliche della sussidiarietà nella solidarietà, del bene comune e della famiglia come migliore fondazione di una sana società civile.
Il distributismo non è il socialismo. Non prevede che la proprietà venga rubata al ricco e data al povero, o espropriata dallo Stato, o da un partito che rappresenta il popolo, ma piuttosto che la legge renda facile per il possidente, proprietario terriero, commerciante o negoziante il sopravvivere, e difficile per il magnate accumulare così tanta ricchezza e potere che il predetto [il proprietario/commerciante/negoziante n.d.T.] sia costretto a diventare nulla più che un suo dipendente o, nei fatti, uno schiavo salariato. [1]
Si suppone che gli umani non siano più felici grazie all’accumulo di grandi ricchezze ma attraverso il possesso della libertà, nel senso di autoresponsabilità e autodeterminazione e specialmente libertà di creare e sostenere una famiglia. Ad un uomo dovrebbe essere permesso di stare in piedi da solo e non di penzolare dalla cintura di un altro.
Se questa è una comprensione corretta della natura umana, allora costruire una società dove libertà, responsabilità e proprietà siano ampiamente distribuite non è imporci un’altra ideologia quanto piuttosto liberarci dalle ideologie – liberarci per vivere secondo i migliori istinti umani.
Di fatto il distributismo non è tanto una politica economica quanto una filosofia e un modo di vivere. G.K. Chesterton e i suoi amici, che in origine lo proposero all’inizio del XX secolo, avevano perso fede nei politici e nei partiti e miravano invece ad ispirare un movimento popolare – un movimento spirituale di rinnovamento – a sostegno della famiglia allargata e del “buon lavoro” (per usare un’espressione di E. F. Schumacher)….
Stratford Caldecott ( da il blog dell’uomo vivo)
Una cosa sola per Chesterton
“Questo è ciò che sento… adesso, a ogni ora del giorno. Tutte le cose buone sono una cosa sola.
La notte che ho visto le stelle
La notte che ho visto le stelle
Parole e musica di Claudio Chieffo
Aspetto che passi la notte,
notte lunga da passare
e sento il mio cuore che batte
e non smette di sognare…
L’Infinito di Giussani
Infatti, a mio avviso, solo due tipi di uomini salvano interamente la statura dell’essere umano: l’anarchico e l’autenticamente religioso. La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito: l’anarchico è l’affermazione di sé all’infinito e l’uomo autenticamente religioso è l’accettazione dell’infinito come significato di sé.
Luigi Giussani, Il senso religioso
L’incarnazione per Giussani
«Il fatto dell’Incarnazione, l’inconcepibile pretesa cristiana, è rimasto nella storia sostanzialmente nella sua interezza: un uomo che è Dio − che, dunque, conosce l’uomo e che l’uomo deve seguire per avere la vera conoscenza di se stesso e delle cose −. L’esperienza iniziale di coloro che hanno vissuto con Gesù e lo hanno seguito, trasmessa dai Vangeli, ha un significato inequivocabile: il destino non ha lasciato solo l’uomo. Il cristianesimo è un avvenimento che è stato annunciato nei secoli e ci raggiunge ancor oggi. Il vero problema è che l’uomo lo riconosca con amore».
(Luigi Giussani)
L’imprevisto di Montale
Prima del viaggio
Prima del viaggio si scrutano gli orari,
le coincidenze, le soste, le pernottazioni
e le prenotazioni (di camere con bagno
o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
Notturno di Pavese
La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.
Donne da Itaca o da 8 marzo
Senza scomodare la Ss.ma Vergine, la concezione della donna secondo natura è presente anche nella civiltà classica. Fin dal suo atto di nascita ufficiale, ovvero Omero.
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