Papini
Un atomo di verità per Papini
“Io non chiedo né pane, né gloria, né compassione. Ma chiedo e domando, umilmente, in ginocchio, con tutta la forza e la passione dell’anima, un po’ di certezza…: una sola, una piccola fede sicura, un atomo di verità.
Qui giace un uomo di Papini
Nel 1911, a Firenze, pubblicato da Vallecchi, uscì un libro dal titolo, apparentemente religioso, Le memorie di Dio, il cui autore era Giovanni Papini. Molti acquistarono quel libro, attratti anche dal titolo, ma rimasero inorriditi quando lo aprirono e trovarono queste parole: “Uomini, diventate tutti atei, ve lo chiede lo stesso Dio che non c’è” e si resero conto che tutto il libro non era altro che lo sviluppo di questa idea.
Potete immaginare l’emozione che ci fu a Firenze: ne parlò il cardinale nel Duomo, ne parlarono i sacerdoti dal pulpito, tutte le domeniche, per varie settimane. Fu, insomma, uno scandalo enorme.
Il sogno di Celenia
Una famiglia che abitava nelle campagne di Firenze si prepara ad andare alla messa di Natale, la messa di mezzanotte.
Dal casolare andavano tutti alla chiesina.
Era una famiglia di contadini con 7 figli, cinque femmine e due maschi. La più piccola si chiama Celenia, aveva 8 anni e decisero per la prima volta di portarla in chiesa nella notte di Natale. La bambina era tutta agitata ma la mamma le disse: TI portiamo, ti portiamo. Perché questa notte nasce Gesù.
