Chesterton
Il distributismo
Per “distributismo” intendo la visione secondo cui la proprietà privata dovrebbe essere largamente distribuita nella società invece di essere distribuita in poche mani per fare in modo che più persone, o addirittura la maggior parte, possano prendersi la responsabilità delle proprie famiglie per mezzo di un lavoro produttivo e dignitoso. Questo può essere visto come una espressione pratica o implicazione delle dottrine sociali cattoliche della sussidiarietà nella solidarietà, del bene comune e della famiglia come migliore fondazione di una sana società civile.
Il distributismo non è il socialismo. Non prevede che la proprietà venga rubata al ricco e data al povero, o espropriata dallo Stato, o da un partito che rappresenta il popolo, ma piuttosto che la legge renda facile per il possidente, proprietario terriero, commerciante o negoziante il sopravvivere, e difficile per il magnate accumulare così tanta ricchezza e potere che il predetto [il proprietario/commerciante/negoziante n.d.T.] sia costretto a diventare nulla più che un suo dipendente o, nei fatti, uno schiavo salariato. [1]
Si suppone che gli umani non siano più felici grazie all’accumulo di grandi ricchezze ma attraverso il possesso della libertà, nel senso di autoresponsabilità e autodeterminazione e specialmente libertà di creare e sostenere una famiglia. Ad un uomo dovrebbe essere permesso di stare in piedi da solo e non di penzolare dalla cintura di un altro.
Se questa è una comprensione corretta della natura umana, allora costruire una società dove libertà, responsabilità e proprietà siano ampiamente distribuite non è imporci un’altra ideologia quanto piuttosto liberarci dalle ideologie – liberarci per vivere secondo i migliori istinti umani.
Di fatto il distributismo non è tanto una politica economica quanto una filosofia e un modo di vivere. G.K. Chesterton e i suoi amici, che in origine lo proposero all’inizio del XX secolo, avevano perso fede nei politici e nei partiti e miravano invece ad ispirare un movimento popolare – un movimento spirituale di rinnovamento – a sostegno della famiglia allargata e del “buon lavoro” (per usare un’espressione di E. F. Schumacher)….
Stratford Caldecott ( da il blog dell’uomo vivo)
Una cosa sola per Chesterton
“Questo è ciò che sento… adesso, a ogni ora del giorno. Tutte le cose buone sono una cosa sola.
Le virtù cristiane sole di Chesterton
“I vizi- rilasciati- dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di se stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni.
L’umiltà per Chesterton
“L’umiltà era intesa in senso largo, come un limite posto alla superbia e al desiderio insaziabile dell’uomo; il quale è continuamente disposto a non contentarsi dei benefici conseguiti inventando sempre nuovi bisogni…. Nella incessante ricerca del piacere egli perde quello che è il primo dei piaceri: il piacere della sorpresa. Onde è chiaro che l’uomo il quale voglia fare grande il suo mondo, deve far piccolo sé stesso. Anche le superbe visioni, le alte città, i pinnacoli audaci sono creazioni dell’umiltà … perché le torri non sono alte se non ci voltiamo in su per guardarle.
L’uomo comune di Chesterton
La nostra civiltà ha deciso, molto giustamente, che stabilire l’innocenza o la colpevolezza delle persone è troppo importante per essere affidata a uomini istruiti allo scopo. Quando la nostra civiltà vuole essere illuminata su questa angosciosa questione, si rivolge a persone che in materia di legge non ne sanno più di me, ma che sono capaci di sentire quel che io ho sentito sul banco dei giurati. Quando vuole catalogare i libri di una biblioteca, scoprire il sistema solare, o altre minuzie del genere, si serve dei suoi specialisti. Ma quando vuol fare qualcosa di veramente serio riunisce 12 uomini comuni. Se ben ricordo, il fondatore del Cristianesimo fece lo stesso.
Tremende bazzecole- Chesterton
L’equilibrio della sana dottrina di Chesterton
Più esaminavo il cristianesimo, più trovavo che mentre aveva stabilito una regola e un ordine, lo scopo principale di quest’ordine era di permettere alle cose buone di avere libero sfogo. La libertà mentale ed emozionale non è così semplice come pare. Richiede, in realtà, un accurato equilibrio di leggi e di condizioni.
Il passato per Chesterton
La paura del passato
Gli ultimi decenni sono stati caratterizzati da una particolare
fascinazione per la letteratura che parla del futuro. Sembra
che ci siamo rassegnati a fraintendere ciò che è accaduto
e, con una sorta di sollievo, ci sforziamo di determinare ciò
che sarà (il che è un compito, almeno apparentemente, assai
più facile).
Credere in se stessi per Chesterton
“la cosiddetta gente di mondo non capisce nulla del mondo: si basa unicamente su poche massime ciniche, che per di più non sono vere. Ricordo che passeggiavo un giorno con un fortunato editore, il quale fece un ‘osservazione…: ‘Quell’uomo farà strada, crede in se stesso’. ‘Vuoi sapere dove sono gli uomini che credono i se stessi? …Sono tutti nei manicomi.’ Se tu consultassi la tua esperienza di affari… vedresti che il credere in se stessi è una delle caratteristiche più comuni degli imbecilli. La completa fiducia in se non è solamente un peccato: è una debolezza. Credere assolutamente in se stessi è una credenza isteria e superstiziosa come credere nelle favole.”
Ortodossia di Chesterton
“..ognuno dovesse esporre la propria teoria cosmica…Come tutti i ragazzi che si rispettano, ho voluto essere in anticipo sulla mia età.
La conversione di Chesterton
IL CONVERTITO
Dopo un momento quando chinai il capo,
e l’intero mondo si capovolse, e divenne dritto
