Buon appetito Aldo Fabrizi
SACRILEGIO
Oggi se pranza in piedi in ogni sito;
er vecchio tavolino apparecchiato,
che pareva un artare consacrato
nun s’usa più: la prescia l’ha abolito.
Il bisogno di infinito di Caligola
Tratto dal Caligola di Camus: I atto, IV scena. I personaggi sono Caligola, imperatore romano, ed Elicone il suo servo
Elicone: Buon giorno Caligola.
Caligola: Buon giorno Elicone.
Don Giussani e il senso della vita
“..per tutta la gente è serio il problema dei soldi, è serio il problema dei figli, è serio il problema dell’uomo e della donna, è serio il problema della salute, è serio il problema politico: tutto è serio eccetto la vita.”
Paul Claudel
Che fine della vita è vivere? forse che i figli di Dio resteranno con fermi piedi su questa miserabile terra? Non vivere, ma morire, e non disgrossar la croce, ma salirvi, e dare in letizia ciò che abbiamo. Qui sta la gioia, la libertà, la grazia, la giovinezza eterna!…
Che vale il mondo rispetto alla vita? E che vale la vita se non per essere data? E perchè tormentasi quando è così semplice obbedire?
La medaglia miracolosa
Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome: ‘Suor Labouré! Suor Labouré!’ Svegliatami, guardo dalla parte da dove proveniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto. Tiro la tenda e vedo un bambino vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: ‘Venite in cappella, la Santa Vergine vi aspetta’.
S. Faustina Kowalska
Una sera, trovandomi nella mia cella, vidi il Signore Gesù in abito bianco. Teneva una mano alzata come se benedicesse, mentre con l’altra toccava sul petto la sua veste. Dalla veste leggermente aperta, uscivano due grandi raggi: uno era rosso, l’altro chiaro. In silenzio, tenevo gli occhi fissi sul Signore. Ero presa dal timore, ma al tempo stesso m’invadeva una gioia indescrivibile. Leggi il seguito di questo post »
La carità di Piergiorgio Frassati
Un gesto di carità sull’esempio di Pier Giorgio
Testimonianza tratta dal libro “La carità” di Luciana Frassati
“ Gesù mi fa visita ogni mattina nella Comunione, io la
restituisco nel misero modo che posso, visitando i poveri”.
La sua meta preferita era il Cottolengo. Passava tra le corsie con carità vigile e sicura, consolando i miseri e fermandosi a parlare con loro, come fossero veramente quei fratelli che egli chiamava, e recando denaro e dolci e roba di vestiario, e non dimenticando , di là d’ogni repulsione umana e di ogni timore di possibile contagio, di baciarli come il più caro amico. (Mario Ghemlera).
Ritorno a casa
PAPA FRANCESCO
MEDITAZIONE MATTUTINA NELLA CAPPELLA DELLA
DOMUS SANCTAE MARTHAE
Ritorno a casa
Lunedì, 24 febbraio 2014
(da: L’Osservatore Romano, ed. quotidiana, Anno CLIV, n.045, Lun-Mar. 24-25/02/2014)
Con i suoi gesti di tenerezza Gesù non ci lascia mai soli e ci fa sempre tornare a casa, chiamandoci a far parte del suo popolo, della sua famiglia: la Chiesa. Lo ha affermato Papa Francesco nella messa celebrata lunedì mattina, 24 febbraio, nella cappella della Casa Santa Marta.
Piergiorgio Frassati
Pier Giorgio Frassati
Storia di un bel ragazzo che, stonato come una campana, sbagliava tutte le note, tranne una: la sua vita
Lo dicono in molti: “santo giovane? Non conviene: si muore troppo presto”. E che noia, poi, questi giovani testimoni: insipidi agli occhi degli uomini persino nell’aspetto fisico. Pier Giorgio Frassati, già beato, ci dice, con la sua vita, che sono tutte storie. La sua, poi, è un’esistenza tutta particolare. Non gli mancava nulla, ma ha voluto tutto. Quel “tutto” che cambia la vita: Gesù Cristo. Al quale Pier Giorgio ha offerto gli anni migliori della sua giovinezza. Fino alla fine. Per presentarsi a quel “faccia a faccia” nel modo migliore possibile. Facendo di tutta la sua vita, lui che era terribilmente stonato, il “canto” più armonioso possibile.
di Claudia Cirami
Chiara Luce
A Sassello, ridente paese dell’Appennino ligure appartenente alla diocesi di Acqui, il 29 ottobre 1971 nasce Chiara Badano, dopo che i genitori l’hanno attesa per 11 anni.
Il suo arrivo viene ritenuto una grazia della Madonna delle Rocche, alla quale il papà è ricorso in preghiera umile e fiduciosa.
Chiara di nome e di fatto, con occhi limpidi e grandi, dal sorriso dolce e comunicativo, intelligente e volitiva, vivace, allegra e sportiva, viene educata dalla mamma –attraverso le parabole del Vangelo- a parlare con Gesù e a digli «sempre di sì».
È sana, ama la natura e il gioco, ma si distingue fin da piccola l’amore verso gli «ultimi», che copre di attenzioni e di servizi, rinunciando spesso a momenti di svago. Fin dall’asilo versa i suoi risparmi in una piccola scatola per i suoi «negretti»; sognerà, poi, di partire per l’Africa come medico per curare quei bambini.
Chiara è una ragazzina normale, ma con un qualcosa in più: ama appassionatamente; è docile alla grazia e al disegno di Dio su di lei, che le si svelerà a poco a poco.
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