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Il mare per Saint-Exuery

“Conosco degli uomini che sentono il bisogno del mare e lo cercano al passo lento della loro carovana.
Il distributismo
Per “distributismo” intendo la visione secondo cui la proprietà privata dovrebbe essere largamente distribuita nella società invece di essere distribuita in poche mani per fare in modo che più persone, o addirittura la maggior parte, possano prendersi la responsabilità delle proprie famiglie per mezzo di un lavoro produttivo e dignitoso. Questo può essere visto come una espressione pratica o implicazione delle dottrine sociali cattoliche della sussidiarietà nella solidarietà, del bene comune e della famiglia come migliore fondazione di una sana società civile.
Il distributismo non è il socialismo. Non prevede che la proprietà venga rubata al ricco e data al povero, o espropriata dallo Stato, o da un partito che rappresenta il popolo, ma piuttosto che la legge renda facile per il possidente, proprietario terriero, commerciante o negoziante il sopravvivere, e difficile per il magnate accumulare così tanta ricchezza e potere che il predetto [il proprietario/commerciante/negoziante n.d.T.] sia costretto a diventare nulla più che un suo dipendente o, nei fatti, uno schiavo salariato. [1]
Si suppone che gli umani non siano più felici grazie all’accumulo di grandi ricchezze ma attraverso il possesso della libertà, nel senso di autoresponsabilità e autodeterminazione e specialmente libertà di creare e sostenere una famiglia. Ad un uomo dovrebbe essere permesso di stare in piedi da solo e non di penzolare dalla cintura di un altro.
Se questa è una comprensione corretta della natura umana, allora costruire una società dove libertà, responsabilità e proprietà siano ampiamente distribuite non è imporci un’altra ideologia quanto piuttosto liberarci dalle ideologie – liberarci per vivere secondo i migliori istinti umani.
Di fatto il distributismo non è tanto una politica economica quanto una filosofia e un modo di vivere. G.K. Chesterton e i suoi amici, che in origine lo proposero all’inizio del XX secolo, avevano perso fede nei politici e nei partiti e miravano invece ad ispirare un movimento popolare – un movimento spirituale di rinnovamento – a sostegno della famiglia allargata e del “buon lavoro” (per usare un’espressione di E. F. Schumacher)….
Stratford Caldecott ( da il blog dell’uomo vivo)
Una cosa sola per Chesterton
“Questo è ciò che sento… adesso, a ogni ora del giorno. Tutte le cose buone sono una cosa sola.
La notte che ho visto le stelle
La notte che ho visto le stelle
Parole e musica di Claudio Chieffo
Aspetto che passi la notte,
notte lunga da passare
e sento il mio cuore che batte
e non smette di sognare…
Notturno di Pavese
La collina è notturna, nel cielo chiaro.
Vi s’inquadra il tuo capo, che muove appena
e accompagna quel cielo. Sei come una nube
intravista fra i rami. Ti ride negli occhi
la stranezza di un cielo che non è il tuo.
Le virtù cristiane sole di Chesterton
“I vizi- rilasciati- dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di se stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni.
Natale a casa Guareschi
(…) Forse Margherita ha ragione quando dice che occorre la maniera forte coi bambini: il guaio è che, a poco a poco, usando e abusando della maniera forte, in casa mia si lavora soltanto con le note sopra il rigo. La tonalità, anche nei più comuni scambi verbali, viene portata ad altezze vertiginose e non si parla più, si urla. Ciò è contrario allo stile del “vero signore”, ma quando Margherita mi chiede dalla cucina che ore sono, c’è la comodità che io non debbo disturbarmi a rispondere perché l’inquilino del piano di sopra si affaccia alla finestra e urla che sono le sei o le dieci.
Ancora Chiara
Nessun risultato, nessun miglioramento. La medicina ha cosi deposto le armi. Solo Dio può. Interrompendo le cure, i dolori alla schiena dovuti ai due interventi e all’immobilità a letto sono aumentati e non riesco quasi più a girarmi sui fianchi.
La risposta di Maria di San Bernardo di Chiaravalle
Hai sentito, o Vergine, il fatto, hai sentito anche il modo in cui esso avverrà:
Credere in se stessi per Chesterton
“la cosiddetta gente di mondo non capisce nulla del mondo: si basa unicamente su poche massime ciniche, che per di più non sono vere. Ricordo che passeggiavo un giorno con un fortunato editore, il quale fece un ‘osservazione…: ‘Quell’uomo farà strada, crede in se stesso’. ‘Vuoi sapere dove sono gli uomini che credono i se stessi? …Sono tutti nei manicomi.’ Se tu consultassi la tua esperienza di affari… vedresti che il credere in se stessi è una delle caratteristiche più comuni degli imbecilli. La completa fiducia in se non è solamente un peccato: è una debolezza. Credere assolutamente in se stessi è una credenza isteria e superstiziosa come credere nelle favole.”
