Scrittori
Il volto del destino
Coglievo anche certe confidenze scambiate a bassa voce. Volgevano tutte su malattie, denaro, tristi cure domestiche. Facevano vedere i muri dell’opaca prigione in cui quegli uomini si erano rinchiusi. E m’apparve di improvviso il volto del destino.
Vecchio burocrate, compagno mio qui presente, nessuno ti ha mai fatto evadere e non sei per niente responsabile. Ti sei costruito la pace, a furia di accecare col cemento, come fanno le termiti, tutti gli spiragli aperti alla luce. Ti sei raggomitolato nella tua sicurezza borghese, nel giro delle tue occupazioni abitudinarie, nei riti soffocanti della vita di provincia: contro i venti, le maree, le stelle ha innalzato questo umile bastione. Non vuoi darti pensiero dei grandi problemi, hai già penato abbastanza a scordare la tua condizione d’uomo. Non ti senti abitatore d’un pianeta errante, non ti poni mai le domande senza risposta: sei un piccolo borghese di Tolosa. Nessuno ti ha afferrato per le spalle quando eri ancora in tempo. Adesso, la creta di di cui sei composto si è seccata, si è indurita, e nessuno ormai potrebbe ridestare in te il musicista addormentato; o il poeta, l’astronomo che forse c’erano all’inizio.
Non mi lagno più delle raffiche di pioggia. La magia del mestiere mi apre un mondo in cui, tra meno di due ore, affronterò i draghi neri e i crinali incoronati da una chioma di fulmini azzurri; un mondo in cui, a notte, liberato, io leggerò negli astri il mio cammino.
Terra degli uomini – Saint-Exupery
Una cosa sola per Chesterton
“Questo è ciò che sento… adesso, a ogni ora del giorno. Tutte le cose buone sono una cosa sola.
La notte che ho visto le stelle
La notte che ho visto le stelle
Parole e musica di Claudio Chieffo
Aspetto che passi la notte,
notte lunga da passare
e sento il mio cuore che batte
e non smette di sognare…
L’Infinito di Giussani
Infatti, a mio avviso, solo due tipi di uomini salvano interamente la statura dell’essere umano: l’anarchico e l’autenticamente religioso. La natura dell’uomo è rapporto con l’infinito: l’anarchico è l’affermazione di sé all’infinito e l’uomo autenticamente religioso è l’accettazione dell’infinito come significato di sé.
Luigi Giussani, Il senso religioso
L’incarnazione per Giussani
«Il fatto dell’Incarnazione, l’inconcepibile pretesa cristiana, è rimasto nella storia sostanzialmente nella sua interezza: un uomo che è Dio − che, dunque, conosce l’uomo e che l’uomo deve seguire per avere la vera conoscenza di se stesso e delle cose −. L’esperienza iniziale di coloro che hanno vissuto con Gesù e lo hanno seguito, trasmessa dai Vangeli, ha un significato inequivocabile: il destino non ha lasciato solo l’uomo. Il cristianesimo è un avvenimento che è stato annunciato nei secoli e ci raggiunge ancor oggi. Il vero problema è che l’uomo lo riconosca con amore».
(Luigi Giussani)
L’imprevisto di Montale
Prima del viaggio
Prima del viaggio si scrutano gli orari,
le coincidenze, le soste, le pernottazioni
e le prenotazioni (di camere con bagno
o doccia, a un letto o due o addirittura un flat);
L’embrione di Guareschi
«Lui come fa per inventare una di quelle storie che poi pubblica sui giornali?” mi domandò perentoriamente Giò, l’unica collaboratrice familiare che non aspiri a diventare una diva della Tv. Leggi il seguito di questo post »
Il desiderio misterioso di Giussani
“Immaginatevi, grottescamente, un bambino che per un naufragio si trovasse depositato sulla solita isola delle vignette, vicino a delle piante di banane, ecc…;
Le virtù cristiane sole di Chesterton
“I vizi- rilasciati- dilagano e danneggiano. Ma anche le virtù, lasciate in balia di se stesse, si diffondono più selvaggiamente e fanno anche più terribili danni.
L’umiltà per Chesterton
“L’umiltà era intesa in senso largo, come un limite posto alla superbia e al desiderio insaziabile dell’uomo; il quale è continuamente disposto a non contentarsi dei benefici conseguiti inventando sempre nuovi bisogni…. Nella incessante ricerca del piacere egli perde quello che è il primo dei piaceri: il piacere della sorpresa. Onde è chiaro che l’uomo il quale voglia fare grande il suo mondo, deve far piccolo sé stesso. Anche le superbe visioni, le alte città, i pinnacoli audaci sono creazioni dell’umiltà … perché le torri non sono alte se non ci voltiamo in su per guardarle.
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