Santi

Ancora Chiara

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Nessun risultato, nessun miglioramento. La medicina ha cosi deposto le armi. Solo Dio può. Interrompendo le cure, i dolori alla schiena dovuti ai due interventi e all’immobilità a letto sono aumentati e non riesco quasi più a girarmi sui fianchi.

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Il sogno di Don Bosco delle due colonne

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Tra i sogni di Don Bosco, uno dei più noti è quello conosciuto con il titolo di Sogno delle due colonne. Lo raccontò la sera del 30 maggio 1862.

«Figuratevi-disse- di essere con me sulla spiaggia del mare, o meglio sopra uno scoglio isolato, e di non vedere attorno a voi altro che mare. Leggi il seguito di questo post »

Duc in altum di Giovanni Paolo II

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Non abbiate paura!
APRITE, anzi, SPALANCATE le PORTE A CRISTO!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo.
Non abbiate paura!
Cristo sa “cosa è dentro l’uomo”. Solo lui lo sa!
Oggi così spesso l’uomo non sa cosa si porta dentro,
nel profondo del suo animo, del suo cuore.
Così spesso è incerto del senso della sua vita su questa terra.
È invaso dal dubbio che si tramuta in disperazione.
Permettete, quindi – vi prego, vi imploro con umiltà e con fiducia – permettete a Cristo di parlare all’uomo.
Solo lui ha parole di vita, sì! di vita eterna.

Don Giussani e il senso della vita

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“..per tutta la gente è serio il problema dei soldi, è serio il problema dei figli, è serio il problema dell’uomo e della donna, è serio il problema della salute, è serio il problema politico: tutto è serio eccetto la vita.”

La medaglia miracolosa

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Alle undici e mezzo mi sento chiamare per nome: ‘Suor Labouré! Suor Labouré!’ Svegliatami, guardo dalla parte da dove proveniva la voce, che era dal lato del passaggio del letto. Tiro la tenda e vedo un bambino vestito di bianco, dai quattro ai cinque anni, il quale mi dice: ‘Venite in cappella, la Santa Vergine vi aspetta’.

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S. Faustina Kowalska

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Una sera, trovandomi nella mia cella, vidi il Signore Gesù in abito bianco. Teneva una mano alzata come se benedicesse, mentre con l’altra toccava sul petto la sua veste. Dalla veste leggermente aperta, uscivano due grandi raggi: uno era rosso, l’altro chiaro. In silenzio, tenevo gli occhi fissi sul Signore. Ero presa dal timore, ma al tempo stesso m’invadeva una gioia indescrivibile. Leggi il seguito di questo post »

La carità di Piergiorgio Frassati

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Un gesto di carità sull’esempio di Pier Giorgio

Testimonianza tratta dal libro “La carità” di Luciana Frassati

 “    Gesù mi fa visita  ogni mattina nella Comunione, io la

 restituisco nel  misero modo che posso, visitando i  poveri”.

  

La sua meta preferita era il Cottolengo. Passava tra le corsie  con carità vigile e sicura, consolando i miseri e fermandosi a parlare con loro, come fossero veramente quei fratelli che egli chiamava, e recando denaro e dolci e roba di vestiario, e non dimenticando , di là d’ogni repulsione umana e di ogni timore di possibile contagio, di baciarli come il più caro amico. (Mario Ghemlera).

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Piergiorgio Frassati

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piergiorgio frassati

Pier Giorgio Frassati

Storia di un bel ragazzo che, stonato come una campana, sbagliava tutte le note, tranne una: la sua vita

Lo dicono in molti: “santo giovane? Non conviene: si muore troppo presto”. E che noia, poi, questi giovani testimoni: insipidi agli occhi degli uomini persino nell’aspetto fisico. Pier Giorgio Frassati, già beato, ci dice, con la sua vita, che sono tutte storie. La sua, poi, è un’esistenza tutta particolare. Non gli mancava nulla, ma ha voluto tutto. Quel “tutto” che cambia la vita: Gesù Cristo. Al quale Pier Giorgio ha offerto gli anni migliori della sua giovinezza. Fino alla fine. Per presentarsi a quel “faccia a faccia” nel modo migliore possibile. Facendo di tutta la sua vita, lui che era terribilmente stonato, il “canto” più armonioso possibile.

di Claudia Cirami

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Chiara Luce

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chiara

A Sassello, ridente paese dell’Appennino ligure appartenente alla diocesi di Acqui, il 29 ottobre 1971 nasce Chiara Badano, dopo che i genitori l’hanno attesa per 11 anni.
Il suo arrivo viene ritenuto una grazia della Madonna delle Rocche, alla quale il papà è ricorso in preghiera umile e fiduciosa.
Chiara di nome e di fatto, con occhi limpidi e grandi, dal sorriso dolce e comunicativo, intelligente e volitiva, vivace, allegra e sportiva, viene educata dalla mamma –attraverso le parabole del Vangelo- a parlare con Gesù e a digli «sempre di sì».
È sana, ama la natura e il gioco, ma si distingue fin da piccola l’amore verso gli «ultimi», che copre di attenzioni e di servizi, rinunciando spesso a momenti di svago. Fin dall’asilo versa i suoi risparmi in una piccola scatola per i suoi «negretti»; sognerà, poi, di partire per l’Africa come medico per curare quei bambini.
Chiara è una ragazzina normale, ma con un qualcosa in più: ama appassionatamente; è docile alla grazia e al disegno di Dio su di lei, che le si svelerà a poco a poco.

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Don Bosco incontra i ragazzi

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Quando si trattava di agganciare bravi ragazzi da portare all’Oratorio, il metodo di Don Bosco era semplice e facile da attuare: entrava in una bottega, parlava con il garzone, e poi chiedeva al padrone di mandargli quel ragazzo all’Oratorio di Valdocco, dove lo aspettavano catechismo, giochi e divertimenti.

Ma non era sempre così facile.

Con i ragazzi più difficili, quella tecnica non era adatta per convincerli a seguire Don Bosco in Oratorio. Ci voleva ben altro. Abituati a vivere tutto il giorno per strada, spesso senza una casa, senza una famiglia, privi di una professione, questi ragazzi erano spinti a procurarsi il necessario per vivere in qualsiasi modo, più o meno lecito.

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