Se Saint-Exupery vuole costruire una roccaforte

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Nella loro solida stupidità, i miei generali mi venivano  a parlare della virtù e dicevano:    

“Ecco, i loro costumi si corrompono. Per questo l’impero va in sfacelo. Occorre rafforzare le leggi e inventare  pene più crudeli e tagliare la testa a coloro che avranno mancato Io pensavo: « Forse occorre proprio tagliare delle  teste. Ma la virtù è anzitutto una conseguenza. La putredine dei miei uomini è innanzi tutto putredine dell’impero che dà fondamento agli uomini. Perché se l’impero fosse vivo e sano esalterebbe la loro nobiltà”.

Mi tornavano in mente le parole di mio padre: 

“La virtù è la perfezione nella condizione umana e non assenza di difetti. Se voglio costruire una roccaforte prendo la teppa e la plebaglia  e la nobilito mediante il potere. Io le offro altre ebbrezze invece dell’ebbrezza della rapina, dell’usura o dello stupro. Eccoli che costruiscono con le loro braccia ossute. Il loro orgoglio diviene torre e baluardo. La loro crudeltà diviene grandezza e forza nella disciplina. Ecco sono al servizio di una città che loro stessi hanno fondato e con la quale, nell’intimo dell’animo, hanno barattato la propria vita. E per salvarla moriranno sui baluardi. Ormai in costoro scoprirai solo le più splendide virtù.”

“Ma tu che fai lo schifiltoso davanti alla potenza della terra, davanti alla volgarità dell’humus, con la sua putrefazione e i suoi vermi, chiedi innanzi tutto all’uomo di non essere e di non mandare cattivo odore. Tu biasimi l’espressione della loro forza e poni degli impotenti a capo del tuo impero. Costoro combattono il vizio che non  è altro che potenza non impiegata. Ma è la potenza e la vita che essi combattono. È a loro volta diventano guardiani di museo e vigilano un impero morto.”

“Il cedro — diceva mio padre — si nutre del fango del terreno, ma lo trasforma in un folto fogliame che si nutre invece di sole.”

“Il cedro — diceva ancora talvolta mio padre  la perfezione del fango. È fango divenuto virtù. Se vuoi salvare il tuo impero suscita in esso il fervore. Tale fervore assorbirà gli impulsi degli uomini. E le stesse azioni, gli stessi impulsi, le stesse aspirazioni, gli stessi sforzi edificheranno la tua roccaforte invece di distruggerla. “

“Ed ora ti dico: la tua cittadella cadrà se sarà terminata. Perché essi vivevano non di quello che ricevevano ma di quello che davano. Per disputarsi le provviste fatte ridiventeranno lupi nelle loro tane. E se la tua crudeltà riuscirà a ridurli All’obbedienza, diventeranno invece bestiame nella stalla, Perché una cittadella non la si può terminare. lo dico che la mia opera è terminata quando il fervore viene meno, semplicemente. Essi allora moriranno perché in realtà sono già morti. Ma la perfezione non é una metà che si possa raggiungere. È lo scambio in Dio. Io non ho mai finito di costruire la mia città.”

Ecco perché dubitavo che bastasse tagliare delle teste. È chiaro che se uno è corrotto, occorre separarlo dagli altri per paura che li corrompa, così come si getta fuori dalla dispensa il frutto marcio o fuori dalla stalla l’animale malato. Ma sarebbe meglio cambiare la dispensa o la stalla poiché sono esse le vere responsabili.

Perché punire chi non può essere convertito? Perciò innalzai a Dio questa preghiera: “Signore, prestatemi un taglio del vostro mantello per ricoprire tutti gli uomini con il loro bagaglio di nobili aspirazioni. Sono stanco di strozzare coloro che non so ricoprire, temendo che rovinino la mia opera. So che essi minacciano gli altri e i discutibili benefici della mia verità provvisoria, ma li so anche nobili e portatori di verità”

Cittadella Antoine de Saint-Exupery

 

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