L’equilibrio della sana dottrina di Chesterton

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Più esaminavo il cristianesimo, più trovavo che mentre aveva stabilito una regola e un ordine, lo scopo principale di quest’ordine era di permettere alle cose buone di avere libero sfogo. La libertà mentale ed emozionale non è così semplice come pare. Richiede, in realtà, un accurato equilibrio di leggi e di condizioni.

[…] Si suole dire, specialmente nei nostri ambienti pacifisti, che quando il leone giace con l’agnello diventa simile all’agnello; ma questa sarebbe una brutale annessione imperialistica da parte dell’agnello: vale a dire l’agnello assorbirebbe puramente e semplicemente il leone invece di essere il leone a mangiare l’agnello. Il vero problema è: “Può il leone giacere con l’agnello e conservare ancora la sua regale ferocia?” Ecco il problema in cui la Chiesa si è cimentata, il miracolo che ha compiuto.

[…] Chiunque può dire “Né essere spavaldi né umiliarsi” e sarebbe un limite; ma il dire “Qui potete essere spavaldi e qui potete umiliarvi” è una emancipazione. La scoperta del nuovo equilibrio è questo il fatto importante dell’etica cristiana.

[…] Questo spiega quello che della storia del Cristianesimo resta inesplicabile a tutti i critici moderni; voglio dire le mostruose guerre intorno a minuscole questioni di teologia, i terremoti di emozioni per un gesto ed una parola. C’era la differenza di un pollice, ma un pollice è tutto quando si tratta di raggiungere un equilibrio. Una volta lasciata che un’idea perda di potenza, un’altra diventerà troppo potente. Non è un gregge di pecore che il pastore deve guidare, ma un’orda di bufali e di tigri, di ideali terribili e di dottrine divoranti, ognuna abbastanza forte per trasformarsi in una falsa religione e devastare il mondo.

[…] Qui basta notare che se qualche piccolo errore fosse stato commesso nella dottrina, enormi ne sarebbero state le conseguenze sull’umana felicità.

Ortodossia  Chesterton

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