La conversione di Chesterton

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IL CONVERTITO

Dopo un momento quando chinai il capo,
e l’intero mondo si capovolse, e divenne dritto

 e uscii fuori dove la vecchia  strada brillava di bianco,
giravo ed ascoltavo quella gente,
selve di lingue, come foglie d’autunno non raccolte,
non sgradite, ma strane e leggere;
vecchi misteri e nuovi credi, non malgrado
ma dolcemente, come uomini che sorridono parlando della morte.

I saggi hanno cento mappe da dare
che tracciano i loro mondi striscianti come un albero,
sparano le loro ragioni per molti
un setaccio che tiene la sabbia e lascia andare l’oro:
ma tutte queste cose sono men che polvere per me:
perché il mio nome è Lazzaro e io vivo.

 

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