Signora Germania di Guareschi

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Signora Germania, tu mi hai messo tra i reticolati e fai la guardia perchè io non esca. E’ inutile signora Germania: io non esco, ma entra chi vuole. Entrano i miei affetti, entrano i miei ricordi.

E questo è niente ancora, signora Germania: perchè entra anche il buon Dio e mi insegna tutte  le cose proibite dai tuoi regolamenti. Signora Germania, tu frughi nel mio sacco e rovisti fra i trucioli del mio pagliericcio.  E’ inutile, signora Germania:tu non puoi trovare niente, e invece lì sono nascosti documenti d’importanza essenziale. La pianta della mia casa, mille immagini del mio passato, il progetto del mio avvenire. E questo è ancora niente, signora Germania.  Perchè c’è anche una grande carta topografica al 25.000 nella quale è segnato,  con estrema precisione, il punto in cui potrò ritrovare la fede nella giustizia divina. Signora Germania, tu ti inquieti con me, ma è inutile. Perchè il giorno in cui, presa dall’ira,  farai baccano con qualcuna delle tue mille macchine e mi distenderai sulla terra, vedrai  che dal mio corpo immobile si alzerà un altro me stesso, più bello del primo. E non potrai mettergli un piastrino al collo perchè volerà via, oltre al reticolato, e chi s’è visto s’è visto. L’uomo è fatto così, signora Germania: di fuori è una faccenda molto facile da comandare, ma dentro ce n’ è un altro, e lo comanda soltanto il Padre Eterno. E questa è la fregatura per te, signora Germania.

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