Mese: febbraio 2014
L’attesa di Rebora
Dall’immagine tesa
vigilo l’istante
con imminenza di attesa –
e non aspetto nessuno:
L’allodola di don Bosco
Oggi, a Ferrara, passano le spoglie di don Bosco.
“Sii con Dio come l’allodola che sente tremare il ramo e continua a cantare,
sapendo di avere le ali.”
don Bosco
La sfortuna dell’ateo
Si può intuire quanto sia grande la nostra fortuna, soprattutto se ci si rende conto davvero della poco invidiabile condizione degli atei. I quali, messi di fronte ai guai inevitabili in ogni percorso umano, non hanno nessuno con cui prendersela. Un ateo – che sia veramente tale – non trova interlocutori competenti e responsabili con cui possa discutere dei mali esistenziali, e lamentarsene. Non c’è nessuno contro cui ribellarsi, e ogni sua contestazione, a ben pensarci, risulta un po’ comica. Di solito, in mancanza di meglio, finisce coll’aggredire i credenti; ma è un bersaglio che non è molto appagante, perché i credenti (se sono saggi) se ne infischiano di lui e non gli prestano molta attenzione. Un ateo, se non vuol clamorosamente rinunciare a ogni logica e a ogni coerenza, è privato perfino della soddisfazione di bestemmiare. E questa è la più comica delle disavventure. Clave Staples Lewis (l’autore delle famose Lettere di Berlicche), ricordando il tempo della sua incredulità, confessava: “Negavo l’esistenza di Dio ed ero arrabbiato con lui perché non esisteva”.
Biffi
Narnia e la scommessa di Pascal
Premetto che trovare riletture cristiane dentro le opere di Lewis è come trovare delle definizioni dentro il dizionario della Zanichelli: ce ne stanno tante perché ci devono stare.
C.S.Lewis era un agnostico convinto (decisamente un ossimoro), ma grazie all’amicizia con Tolkien e l’esempio di Chesterton, si convertì al cristianesimo fino a diventare un fedele dotto e talmente entusiasta da voler spendere il suo talento letterario per diffondere il Vangelo.
Le cronache di Narnia è forse dove la sua vena pedagogica ed evangelizzatrice vengono palesate senza alcuna discrezione.
In cosa crede Biffi
“Il mondo che ha smarrito la fede non è che poi non creda più a niente; al contrario, è indotto a credere a tutto: crede agli oroscopi, che perciò non mancano mai nelle pagine dei giornali e delle riviste; crede ai gesti scaramantici, alla pubblicità, alle creme di bellezza; crede all’esistenza degli extraterrestri, al new age, alla metempsicosi; crede alle promesse elettorali, ai programmi politici, alle catechesi ideologiche che ogni giorno ci vengono inflitte dalla televisione. Crede a tutto, appunto. Perciò la distinzione più adeguata tra gli uomini del nostro tempo parrebbe non tanto tra credenti e non credenti, quanto tra credenti e creduloni.”
Biffi
I pesci e gli uccellini
Tratto da un racconto in una chiesa in India.
“Dove vivono i pesci? I bimbi rispondono: nel mare. E sorridono.
Perché? E si guardano l’un l’altro, non sanno cosa rispondere.
Allora mimando iniziano ad intuire. Hanno le pinne, hanno le branchie, hanno le squame. Sono fatti per stare nell’acqua!
La vertigine della fede
Un tale guida su una pericolosa strada di montagna con la sua macchina in modo spericolato. Arriva in curva, sbanda , riaccelera, entra in un’altra curva. Ma arriva troppo forte, sbanda, sfonda il guard-rail e mentre la macchina vola nel burrone lui si butta rimanendo appeso a metà dello strapiombo ad un piccolo alberino. Sotto 200 metri di vuoto e sopra 200 mt di parete. Non sa che fare. E inizia a gridare: Aiutatemi.
Il sogno di Celenia
Una famiglia che abitava nelle campagne di Firenze si prepara ad andare alla messa di Natale, la messa di mezzanotte.
Dal casolare andavano tutti alla chiesina.
Era una famiglia di contadini con 7 figli, cinque femmine e due maschi. La più piccola si chiama Celenia, aveva 8 anni e decisero per la prima volta di portarla in chiesa nella notte di Natale. La bambina era tutta agitata ma la mamma le disse: TI portiamo, ti portiamo. Perché questa notte nasce Gesù.
L’eterna santa tristezza di Dostoevskij
“Aveva saputo toccare nel cuore del suo amico le corde più profonde e provocare in lui la prima sensazione, ancora indefinita, di quella eterna santa tristezza che qualche anima eletta, una volta che l’abbia assaporata e conosciuta, non scambierà poi mai più con una soddisfazione a buon mercato (vi sono anche certi amatori così fatti che questa tristezza hanno più cara della soddisfazione più radicale, ammesso che una simile soddisfazione sia possibile)”
F. Dostoevskij – I demoni
La ragione di Padre Brown
“Due cose piccolissime”, disse infine, “Una è assai insignificante e l’altra molto vaga, ma così come sono esse non provano che Boulnois sia l’assassino.” Egli volse il suo viso chiaro e rotondo verso le stelle e continuò, assorto: “Consideriamo per prima l’idea vaga. Io do molta importanza alle idee vaghe.
