La carità di Piergiorgio Frassati

Postato il Aggiornato il

Un gesto di carità sull’esempio di Pier Giorgio

Testimonianza tratta dal libro “La carità” di Luciana Frassati

 “    Gesù mi fa visita  ogni mattina nella Comunione, io la

 restituisco nel  misero modo che posso, visitando i  poveri”.

  

La sua meta preferita era il Cottolengo. Passava tra le corsie  con carità vigile e sicura, consolando i miseri e fermandosi a parlare con loro, come fossero veramente quei fratelli che egli chiamava, e recando denaro e dolci e roba di vestiario, e non dimenticando , di là d’ogni repulsione umana e di ogni timore di possibile contagio, di baciarli come il più caro amico. (Mario Ghemlera).

Si recava a visitare i poveri durante la famosa epidemia spagnola del 1918, non esitando a compiere i più umili servizi, anche quelli igienici. (Giuseppe Gorgerino)

Insieme ci recavamo a visitare i lebbrosi, all’Ospedale di San Lazzaro. Un giorno trovammo un ragazzo di vent’anni col volto deturpato dalla lebbra. Pier Giorgio rimase colpito a vedere il povero giovane dal fisico esuberante già totalmente sconfitto dal male. “Vede” mi disse “che enorme valore ha l’essere in salute, come lo siamo noi.” E dopo un poco “anche le deformazioni di quel giovane scompariranno quando tra qualche anno raggiungerà il Paradiso. Perciò la nostra salute deve essere messa al servizio di chi non ne ha, chè altrimenti si tradirebbe il dono stesso di Dio e la sua benevolenza”. (Teresa Vigna)

Quando Pier Giorgio morì, venne da me la Converso, e pianse molte lacrime dicendo che le era venuto a mancare il braccio più forte, e parlava e continuava a piangere per tutto il bene che quel figliolo le aveva fatto. Raccontava come grazie a lui aveva potuto rimanere molto più alla maternità, come egli si era occupato di farla trasportare, e come fu padrino della sua bimba e le fece fare la veste per il battesimo, come, quando suo marito che era solito ubriacarsi uscì di prigione, Pier Giorgio Frassati andò ad attenderlo e lo condusse a lavorare in una fabbrica dove non richiedevano la fedina penale.

Ecco che cosa era Pier Giorgio per i poveri. (Italia Nebbia)

A un poveretto che domandava l’elemosina domandò perché non lavorava. Rispose che non aveva più strumenti per cuocere e vendere le castagne. Pier Giorgio gli comprò tutto e diede a quel povero il modo di lavorare. Ad un’altro comprò tutto l’occorrente per fare lo stagnino. (Giovanni Pilone)

Ricordo quando Pier Giorgio saliva le molte scale di Berlino per visitare i suoi poveri malati. Lui stesso allora faceva le iniezioni alle carni martoriate dei suoi protetti, perché fossero ben curati, e più che con la forza dei farmaci, con quella della sua carità e del suo affetto. (Franco Lequio)

 Un giorno andando Pier Giorgio a trovare uno di quei suoi assistiti, lo trovò in mezzo al cortile piangente, perché era sfrattato. Pier Giorgio ci pensò su un momento poi ricordò di aver visto poco prima un locale, una soffitta, e pregò il povero di attendere. Corse e ritornò trionfante perché aveva trovato, ma non si fermò a questo; noleggiò un carrettino e aiutò quel povero a trasportare le sue poche masserizie. (Elisabetta Finello)

 Quante volte l’ho visto carico di pacchi venire dal Monte di Pietà, dove era andato a riscattare indumenti, che poi andava a restituire ai poveri. (Marianna Cerutti)

Non posso dimenticare la volta che lo vidi tornare senza scarpe, calzando un paio di pantofole come quelle che indosso io ora a 87 anni, solo perché aveva dato le scarpe a un povero. (Giuseppe Leone)

Pier Giorgio Frassati era famoso per essere sempre al verde, e tutti sapevano che l’essere sempre senza soldi era una conseguenza della sua ardente carità. Noi amici lo aiutavamo quando capivamo che rinunciava a qualche gita per ragioni finanziarie. Allora insistevamo che venisse ugualmente; e sono fiero di poter dire di averlo spesso aiutato. (Giovanni Gribaudo)

 Bussano alla porta di casa. E’ estate; è un’ora calda. Corre ad aprire Pier Giorgio e si trova dinanzi una povera donna che chiede qualcosa con un bambino scalzo in braccio. Nostra madre è fuori, il personale di servizio non ha possibilità di decidere in queste cose, e Pier Giorgio, oltre che essere un fanciullo ancora, non ha un soldo in tasca.

Un attimo di indecisione, poi la soluzione sorge subito, nuovissima e meravigliosa dalla sua mente: si toglie in fretta le scarpe e le calze e le dà alla poveretta. (Luciana Frassati )

Sul tardi incontrai Pier Giorgio con un enorme pacco tra le mani e invano cercai di fermarlo e di parlargli, ricorda Egli si limitò a salutarmi con il suo gran vocione.

“Ma dove vai con quel paccone?” replicai io, e lui:  ” Niente, vado solo lì ” e filò via.

Interessato e incuriosito lo seguii per un tratto e lo vidi alfine

scomparire in un androne. Sempre più incuriosito di conoscere fino a

che punto giungeva la sua carità, mi informai e seppi che era andato

da un ammalato a cui faceva tutti i lavori di cui aveva bisogno, come

il più umile dei servi. (Gian Cesare Bertone).

Aiutare chi ha una difficoltà nello studio

Alla Società Cattolica di Corso Oporto ebbi occasione di incontrare Pier Giorgio Frassati. Sebbene fossi molto più giovane di Lui, Egli non so come, venne a stabilire la mia ignoranza in materie scientifiche, e temendo che io non potessi superare gli esami di Magistero, si offrì di chiarirmi alcuni punti per me oscuri.

Credo di aver avuto una decina di ripetizioni da Lui.

In questo ruolo così strano, specialmente per un giovanotto della sua condizione, ebbi la possibilità di accorgermi che mi trovavo di fronte ad una creatura eccezionale. (Vittoria Maugeri )

Organizzare una lotteria

Pier Giorgio si occupava di denaro soltanto quando doveva far fuori i biglietti per qualche iniziativa di beneficenza o di un concerto per il suo circolo. Allora, ma non con tutti, diventava incalzante e  ora solo capisco la gioia che avrebbe provato se io pure l’avessi aiutato almeno con una buona parola, colla presenza alle sue feste, con un piccolo regalo per la sua lotteria.

 

 

Lascia un commento