Il lavoro per Escrivà
“Noi siamo gente della strada, normali cristiani, inseriti nel sistema circolatorio della società, e il Signore ci vuole santi, apostolici, proprio nel nostro lavoro professionale; vuole cioè che ci santifichiamo nella nostra occupazione, che santifichiamo l’occupazione stessa e che, per mezzo di essa, aiutiamo gli altri a santificarsi”.
“Chi pensasse che la vita soprannaturale si edifica volgendo le spalle al lavoro, non comprenderebbe la nostra vocazione; per noi infatti il lavoro è il mezzo specifico di santificazione.
La nostra vita interiore – di contemplativi nel bel mezzo della strada – scaturisce e prende slancio dalla vita esteriore di lavoro di ciascuno. Non separiamo la nostra vita interiore dal lavoro apostolico; sono tutt’uno. Il lavoro esteriore non deve provocare nessuna interruzione nella preghiera, così come il battito del nostro cuore non distrae l’attenzione che dedichiamo alle nostre attività, quali che siano”.
Escrivà